Tre Vite in Parole – Riflessioni, Ricordi e Passioni
Fulvio Macavero Da pochi giorni ho compiuto 70anni di una vita molto interessante avendo avuto la fortuna di dividerla in 3 fasi che mi fa ricordare gli step della mia vita.
Ho sempre pensato che chi vive una vita sempre nello stesso luogo ad un certo punto non ha più niente da raccordare, in quanto, tutti lo conoscono, sanno le sue idee i suoi pregi e i suoi difetti.
Vivere invece come dico io “tre vite” ti da la possibilità di essere sempre nuovo e avere sempre qualcosa da raccontare. Poi c’è il vantaggio dell’età che ti da la possibilità di raccontare aneddoti, storie di un mondo che non c’è più.
Diamo sempre per scontato che tutti conoscano lo ieri, invece , se non messo per iscritto, tra due generazioni nessuno saprà più niente di noi, del nostro mondo, nemmeno i nostri pronipoti ci ricorderanno, se sapranno della nostra esistenza (forse) lo sapranno solo per un nome scritto su una pietra.
Da tempo scrivevo poesie e storie ma da quando sono in pensione , dal 2019 , ho deciso di mettere su carta alcune mie sensazioni.
Il primo libro, pubblicato nel 2019 su Amazon, “Pensieri e Riflessioni“, comprende 77 poesie/riflessioni, che essendo state scritte in momenti differenti della mia vita, rappresentano quello che io sono o che sono stato.
La poesia n. 37 “Per me…gli amici “ vuole rappresentare come gli amici di Vergato, Cento di Ferrara e San Cassiano nel Salento, sono stati per me fonte di felicità e amore.
Il primo libro, con la poesia “Chi Siamo” è stato finalista al “Premio Federiciano” svoltosi a Rocca Imperiale nel Luglio 2019 ed ha avuto molta considerazione da personaggi come Aletti Editore, Alessando Quasimodo e Mogol (Giulio Rapetti) che ha inserita“Ricordo”nella raccolta del CET Scuola Autori di Mogol 2020.
Il secondo libro un romanzo breve, a cui ho dato il titolo “La mia favola”fa la storia ai miei primi 18 anni , raccontato, in un sogno, al mitico batterista del Pooh , Stefano D’Orazio, scomparso di recente .
Il critico e scrittore Ferdinando Scavran lo ha considerato un“lavoro delicato,appassionato”, un amore sviscerato verso la musica e che porta solo ricordi di fanciullezza, e adolescenza tra Castel d’Aiano (Nascita) , Vergato e Cento.
Cosa interessante, dice Scavran, il geniale inserimento nel romanzo di 155 titoli di canzoni dei Pooh, riconoscibili solo dal colore diverso Blu invece che nero.
Afferma sempre Scavran, che Il racconto accompagna la vita di Fulvio dal momento in qui i genitori lasciarono il Sud, la meravigliosa Penisola Salentina “terra desolata”a fine anni 40 , per trasferissi al Nord allo scopo di raggiungere nuovi “Traguardi”, si forse allora era come attraversare un’”Oceano” pericoloso come una “Odissea”, con la speranza però di “Tempi Migliori”.
La storia si conclude a Cento di Ferrara nell’anno 1970, il 30 di agosto quando ho compiuto 18 anni.
La Mia Favola si conclude:
……Avevo compiuto 18 anni, compresi che in quel momento finiva la mia giovinezza e iniziava la vita, la vera vita, la vita da grande,la vita del “fare, sfare, dire, indovinare, “in altre parole” sempre in attesa di altri nuovi “Traguardi”.
Caro amico,caro Stefano, qui finisce la mia favola e comincia la vita.
“Questo sono io” con “il cuore tra le mani” dirò, “Io sono il vento e quel giorno ero là” “Io in una storia” meravigliosa. (In Celeste tutti titoli di canzoni del Pooh).
Ad agosto 2022, durante la presentazione del libro, con mio stupore e incredulità ho ricevuto un video messaggio da parte diRed Canzian, bassista dei meravigliosiPooh,che mia ripagato dell’impegno e della difficoltà nel redigere questa mia favola.
Per quanto riguarda il mondo del calcio, nel mio terzo lavoro“60 anni nel pallone”ho realizzato un almanacco con più di 130 pagine con 300 fotografie in esso si può intuire come il calcio è cambiato, come siamo passati dal “Campetto del Prete di Vergato” nei primi anni 60 ad oggi 2023.
Leggendolo si può intuire, come da gioco più bello al mondo, giocato su campi spelacchiati, allagati e senza illuminazione, con pali quadrati , pallone in cuoio pesante, mantenuto come una reliquia e accarezzato dopo ogni gara con la “Sugna” (grasso di maiale).
Oggi nella mia Scuola Calcio Elite, formata da 180 bambini, ogni ragazzo ha il suo pallone Nike, scarpette da 100 euro , si gioca su campi in erbetta sintetica, sotto fari al Led, ma di contro, non esiste più il sacrificio, l’amore per la maglia e per i propri compagni.
Le altre domando le riassumo in una sola risposta.
Cosa speravo che i lettori potessero imparare da queste mie letture?
Non voglio ergermi ad insegnante di vita, ci mancherebbe altro, ho scritto questi libri egoisticamente per me, ma se questi miei scritti potessero domani essere inseriti nella biblioteca di tanti amici, vorrei che questi racconti di vita potessero farli gioire ed essere orgogliosi del loro meraviglioso passato.
Quando mi chiedono, cosa pensi di questiTUOIlibri, io rispondo:
…. La poesia, gli scritti, i racconti, non sono miei, io li scrivo ma la proprietà è di chi li legge e li nasconde per sempre nella mente , nel cuore e leggendoli alcuni passi diventino parte della loro vita.
Hai altri progetti ? Non lo so.
Non sono uno SCRITTORE PROFESSIONISTA . Scrivo per passione e non per interesse, non mi serve. Scrivo quando mi viene la voglia di dire qualcosa di interessante.
Vi faccio una confidenza. Vista l’età (70 anni) mi piacerebbe scrivere qualcosa su
“LA GRANDE CURIOSITA’” Un progetto non so se realizzabile..….ma vediamo, vedrò di scriverlo prima di andare a scoprire “La grande curiosià”
Ad maiora
Agosto 15, 2026
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Valbonella 2025
Sono stato aValbonelladal13 al 26 luglio, ospite dellaScuola di Musica A. Impullittidi Pianoro, per quella che è, a tutti gli effetti,la vacanza più amata dai ragazzi: lavacanza studio musicale.
Immerso nella splendida cornice diValgianna, nel territorio diBagno di Romagna Terme, a 800 metri di altitudine, ai margini delParco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ho vissuto giorni intensi e pieni di significato, in una struttura incantevole. La vecchiafattoria del 1700, restaurata con grande rispetto della tradizione, è situata in una radura soleggiata e tranquilla, circondata dacastagni secolari, antiche mulattiere e suggestive case rurali. Poco distante si trovano ipiccoli laghi, e a breve distanza sorge ilMonte Fumaiolo, da cui nasce il Tevere, il fiume che scorre fino a Roma.
Durante queste due settimane, ho avuto il privilegio diregistrare giorno per giorno i ragazzi e i loro insegnanti, mentre si preparavano alconcerto finalepresso laChiesa di San Pietro in Vinculis. È stato emozionante seguire l’energia e la passione che ogni studente ha messo nello studio, senza rinunciare al divertimento, allo stare insieme, ai momenti di gioco e condivisione.
Il momento più atteso del campus è stato, naturalmente,il concerto finale. E io ero lì, dietro le quinte, aregistrarlo. Ogni nota, ogni applauso, ogni emozione è rimasta impressa.Buon ascolto.
E nel frattempo, Valbonella mi ha accolto con la suapiscina immersa nel verde, ilGiardino degli Aromi, e unacucina autenticache esalta i sapori della montagna –cacciagione, funghi, tartufi– in piatti semplici e profondamente legati alla tradizione del territorio.
Un luogo speciale, dovemusica e natura si incontranoe creano qualcosa di unico.
Agosto 15, 2026
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PatGamb: L’Universo Artistico di Patrizia Gambari
Patrizia Gambari, meglio conosciuta comePatGamb, è un’artista poliedrica nata nel 1957 e attualmente residente e operante nella provincia di Bologna. Fin dalla sua infanzia, ha dimostrato una straordinaria inclinazione per l’arte, manifestando un interesse precoce per la figura umana. I suoi primi passi nell’arte furono ispirati dalle ballerine di flamenco dipinte dal fratello, attraverso le quali acquisì una comprensione innata delle proporzioni del corpo umano. A soli 10 anni, era già in grado di disegnare con grande precisione, riproducendo quasi tutto ciò che la circondava.
La sua passione per l’arte la ha portata a frequentare la scuola di figurinista e stilista di moda “A Rubbiani” a Bologna, dove ha affinato le sue capacità artistiche. Inoltre, ha avuto l’opportunità di studiare con il professore e pittore Cesare Pacitti, un esperto nell’ambito del disegno anatomico e delle prospettive. Durante la sua carriera, ha lavorato come stilista e si è specializzata nel disegno pubblicitario e nella creazione di gioielli per aziende artigianali, soprattutto negli anni ’80.
Tuttavia, la vera essenza artistica di PatGamb si è manifestata nella pittura, in cui ha sperimentato con forme tridimensionali. Le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive e personali, e il suo talento è stato riconosciuto e pubblicato su libri e riviste d’arte specializzate.
L’arte di PatGamb ci trasporta in un mondo unico, in cui tutto ha origine dalla sua profonda volontà di esprimere idee e concetti che vanno ben oltre la semplice rappresentazione della realtà. Le emozioni e le sensazioni intense che pervadono il suo essere si traducono magistralmente in forme, linee e colori, che diventano gli strumenti attraverso cui l’artista comunica un universo artistico complesso e variegato, intriso di citazioni e riferimenti.
La realtà che ci circonda, la natura e la figura umana sono i temi ricorrenti delle opere di PatGamb. Tuttavia, queste rappresentazioni escono dai loro contesti originali per acquisire significati nuovi, decontestualizzati e sublimati. L’artista riesce a catturare l’essenza delle sue percezioni e delle sue emozioni, trasformandole in opere d’arte che toccano profondamente il cuore e la mente degli spettatori.
In un mondo in cui l’arte può essere interpretata in molteplici modi, PatGamb si distingue per la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso la sua opera. La sua arte è un invito a esplorare e comprendere il mondo da una prospettiva diversa, una prospettiva che va al di là delle semplici apparenze e che rivela la bellezza e la profondità nascoste nella realtà che ci circonda.
NOTE CRITICHE
Patrizia Gambari in arte PatGamb è un’artista poliedrica: diversi sono infatti i suoi interessi, par- tendo dalla moda alla pubblicità fino ad arri- vare al design del gioiello. Tutto ha per base il disegno, grande passione dell’artista, che l’ac- compagna sin da bambina. Attraverso l’uso della linea e del colore PatGamb ci conduce nel suo mondo fatto di passioni e di emozioni dove l’universo femminile nella sua complessità è protagonista di un messaggio di coraggio, speranza e solidarietà. Con delicatezza e sensibilità siamo condotti dall’artista verso un com- plesso di immagini poetiche e surreali. Araxi Ipekjian
Agosto 15, 2026
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Samuele Pini Ugolini – Gianmarco Varotto
GUARDA I VIEDEO: Samuele Pini Ugolini – Gianmarco Varotto
🎸Samuele Pini Ugolini Chitarrista classico, concertista e docente, Samuele Pini Ugolini è un musicista di talento dalla formazione solida e articolata. Diplomatosi con maturità scientifica nel 2017, si laurea in Filosofia nel 2021 presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, parallelamente a un percorso musicale decennale intrapreso con il M° Gianluca Guido Maccarrone presso la Scuola di Musica A.Impullitti Pianoro Bologna.
Prosegue gli studi al Conservatorio “O. Vecchi – A. Tonelli” di Modena sotto la guida del M° Andrea Dieci, conseguendo con lode e menzione d’onore sia il Triennio che il Biennio Accademico. Attualmente frequenta una masterclass annuale di perfezionamento nello stesso istituto.
Vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibito in rassegne prestigiose come “Suoni e Armonie”, “Note e Arte nel Romanico”, “La Chitarra attraverso i secoli” e, nel 2024, al Paganini Guitar Festival di Parma per “Il suono giovane”. Ha aperto giovanissimo il concerto del leggendario Bob Brozman e ha collaborato con artisti come le flautiste Eva Brigliadori e Brenda Di Mecola, la violinista Sara Pini Ugolini e l’ensemble “Primavera Suite”.
Dal 2023 è attivo nel duo chitarristico con Gianmarco Varotto, con esibizioni in sedi prestigiose come il Teatro dei Filodrammatici di Cremona per “Cremona Musica”, evento dell’Associazione Liutaria Italiana.
Oltre all’attività concertistica, ha lavorato come speaker e redattore musicale per Radio Città Fujiko e dal 2021 insegna chitarra classica presso le associazioni “A. Impullitti” e “Musicaper”.
Samuele Pini Ugolini è un interprete raffinato, capace di unire profonda sensibilità artistica e rigore tecnico, sempre alla ricerca di nuove esperienze musicali e umane.
Agosto 15, 2026
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Navi su Scarpe – L’Arte di Loris Scalorbi
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L’Arte di Loris Scalorbi Navi su Scarpe, conosciuto anche come Ocì, è un artista bolognese nato nel 1962, il cui percorso artistico autodidatta ha inizio nel 1987. La sua creatività si esprime attraverso una linea artistica unica e affascinante chiamata “Navi su Scarpe”. Questo particolare genere artistico vede le scarpe femminili trasformate in piccole opere d’arte, ispirate al mare e alle imbarcazioni.
Scalorbi prende calzature femminili e le trasforma in intricati velieri, yacht, navi etniche e bragozzi dell’Adriatico. La sua abilità consiste nell’elaborare le scarpe in base al loro modello e alla loro linea, aggiungendo dettagli come alberi, pennoni, bompressi e altri elementi tipici delle imbarcazioni.
La sua collezione comprende una vasta gamma di creazioni, dai velieri con vele latine alle navi etniche ispirate a culture diverse, dagli eleganti yacht realizzati con scarpe sportive ai bragozzi che richiamano le barche tradizionali esposte al Museo della Marineria di Cesenatico.
Quando si osservano le opere di Scalorbi, si può notare un mix affascinante di modernariato e kitsch. L’artista stesso le descrive come il frutto della sua fantasia e del suo estrovertismo spirituale, definendole “reallucinanti”. La sua creatività non conosce limiti, spaziando tra oggetti luminosi, ventagli, bigiotteria e altri elementi brillanti che contribuiscono a creare un effetto fiabesco.
Il lavoro di Scalorbi può suscitare opinioni contrastanti, e il giudizio sulla sua arte è estremamente soggettivo. Tuttavia, la sua originalità e unicità sono indiscutibili, e le sue esposizioni si sono susseguite in numerose città italiane, dalla provincia di Bologna a Verona, da Milano a Roma, da Rimini a Forlì, da Ferrara al Salone Nautico di Venezia.
In definitiva, il talento di Loris Scalorbi, alias Ocì, si manifesta nella trasformazione di scarpe in opere d’arte che, con i loro colori sgargianti e effetti fiabeschi, invitano gli osservatori a riflettere sulla sottile linea tra follia, pacchianeria e genialità nell’ambito dell’arte e della moda.
Agosto 15, 2026
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Il Mulino dai Mille Colori La Magia di Bicio
Nella piccola frazione del comune di Vergato, si trova un luogo magico che incanta i visitatori con la sua arte di strada. Questa meraviglia è il Museo Artistico di Tolè, una creazione straordinaria realizzata dall’associazione Fontechiara. Tra tutte le opere esposte, ce n’è una che cattura l’attenzione di chiunque si avvicini, un quadro unico nel suo genere.
Quest’opera d’arte straordinaria è intitolata “Il mulino dai mille colori,” ed è realizzata con la tecnica dell’acrilico su pannello di legno, misura 60×80 centimetri. Ma ciò che rende questo quadro davvero speciale è la sua struttura a mosaico, composta da una miriade di colori vivaci. Quando lo si osserva da lontano, sembra un caleidoscopio di tonalità e sfumature, una vera esplosione di colore.
Un giorno, mentre passeggiavo per il Museo Artistico di Tolè, ho notato questo straordinario quadro. Inizialmente, non gli ho dato l’attenzione che meritava, pensando fosse solo un interessante esperimento di colori e forme. Tuttavia, con il passare del tempo e un’occhiata più attenta, il mosaico ha iniziato a rivelare la sua magia.
Le miriadi di colori si sono trasformati in immagini ben distinte. Il mulino dai mille colori non era solo un caleidoscopio astratto, ma una rappresentazione straordinaria di un antico mulino circondato da un paesaggio incantevole. I dettagli erano sorprendenti, dalle pale del mulino alle ombre dei rami degli alberi circostanti. Era come se l’artista avesse catturato la bellezza della campagna toletana in una sinfonia di colori.
L’autore di questa meravigliosa opera d’arte èFabrizio Fabbri, noto come “Bicio.” Bicio è un artista poliedrico nato a Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze, nel 1954. La sua carriera artistica è eclettica, spaziando dalla pittura ai fumetti e alle vignette umoristiche. È noto in tutto il panorama dell’arte satirica e dell’umorismo italiano.
Tra le sue numerose collaborazioni, Bicio ha contribuito con i suoi disegni umoristici a riviste celebri come “Cuore,” “Zut,” “Il Clandestino,” “Renudo,” e “XL.” Inoltre, ha lavorato anche su brevi fumetti per riviste come “Frigidaire,” “Fagorogo,” e “Inguine,” dimostrando la sua versatilità artistica. Nel 2001, ha pubblicato un libro di poesie ironiche intitolato “Il naso di Pandora,” confermando il suo talento al di là della satira visiva.
Nel 2007, Bicio ha ricevuto il prestigioso premio per la satira di Forte dei Marmi, riconoscimento della sua maestria nel campo dell’umorismo e della satira. Attualmente, continua a collaborare con il settimanale “Emme,” diretto da Staino, e con la rivista letteraria “Ellin Selae.”
Il Museo Artistico di Tolè ha l’onore di ospitare il lavoro straordinario di Bicio, “Il mulino dai mille colori,” che cattura la bellezza e la magia di Tolè in ogni pennellata e sfumatura. Una visita a questo museo è un’esperienza indimenticabile, e il quadro di Bicio è una delle sue gemme più preziose.
Agosto 15, 2026
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Claudio Carlini: Artista dell’Iperrealismo
Claudio Carlini è un artista nato a Pavullo (MO) e residente a Serramazzoni (MO) in Italia. È noto e affermato nel panorama artistico internazionale, conosciuto principalmente come ritrattista ma anche per il suo lavoro su commissione. Nel corso dell’anno 2021, ha tenuto un corso ad Montese nell’Appennino Emiliano e ha organizzato diversi corsi online per insegnare la tecnica del pastello.
Le sue operepittoriche abbracciano una vasta gamma di tecniche, ma si concentra principalmente sull’uso dei pastelli, dimostrando una grande attenzione nella scelta della carta e delle matite colorate per ottenere risultati variati. Per le opere ad olio, preferisce utilizzare supporti come tela di lino, juta o cotone, solitamente preparati con gesso di Bologna. I cartoncini, invece, sono trattati con primer a base di polvere di pietra pomice.
La sua arte è in continua evoluzione, e sperimenta anche l’uso di materiali come pannelli in acciaio, masonite, compensato, legno truciolato e alluminio. Le sue opere coprono una vasta gamma di tematiche, tra cui copie d’autore, ritratti, nature morte, animali, sguardi e dettagli anatomici, scene di vita, paesaggi e scene religiose.
La passione per il disegno è nata fin dall’infanzia, ma Claudio Carlini ha intrapreso la sua carriera artistica in modo più serio dopo aver ottenuto un diploma di ottico nel 1989. Ha continuato a coltivare la sua passione per il disegno e la pittura da autodidatta mentre lavorava nel settore ottico. Fino al 2016, si è dedicato anche al ciclismo, ottenendo notevoli successi come scalatore.
Il suo talento come ritrattista si evidenzia nella sua abilità nel catturare dettagli anatomici, espressioni, sguardi e colori con grande precisione. Le sue opere sono spesso associate al realismo fotografico e all’iperrealismo, creando una sensazione di rottura dello spazio-tempo che coinvolge l’osservatore.
L’arte è stata un sostegno importante per Claudio Carlini nei momenti difficili della sua vita, come quando ha dovuto affrontare la chiusura del suo negozio a causa di un furto. La pittura gli ha dato una nuova direzione e lo ha motivato a perseguire la sua passione, inizialmente realizzando ritratti per agenzie funebri e poi espandendo la sua attività attraverso commissioni, corsi e workshop.
In sintesi, Claudio Carlini è un artista poliedrico che ha sviluppato una notevole abilità nel ritratto e nella pittura, e la sua passione per l’arte è stata una fonte di ispirazione e rinascita durante le sfide della sua vita.
Agosto 15, 2026
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Denis Dascanio nature phographer
Visita a Tolè durante Artolè
Il tramonto è parte integrante dell’anima della terra…
Il 17 e 18 agosto ho visitato Tolè in occasione dell’evento Artolè, dove ho scoperto la straordinariafotografia naturalistica emozionale di Denis Dascanio
Mare, mare, mare ma che voglia di arrivare lì da te, da te..
. Purtroppo, il maltempo ha compromesso l’atmosfera, e molte bancarelle erano sparse qua e là. I venditori stavano già riponendo i loro oggetti d’arte. Mentre passeggiavo nella zona degli artisti, ho notato una mostra fotografica all’interno di un garage. Incuriosito dalle immagini e dal set fotografico allestito, ho deciso di fermarmi e parlare con l’autore.
Denis Dascanio è un fotografo autodidatta di 43 anni, originario di Bologna e residente a Tolè. La sua passione per la fotografia è nata durante l’infanzia, ispirata dalla madre che amava scattare foto a tutto ciò che la circondava. Quella che era una semplice passione è diventata, nel tempo, una profonda connessione emotiva con l’arte fotografica. Per Dascanio, la fotografia è un mezzo per catturare la bellezza del mondo e trasformarla in ricordi indelebili.
Il Percorso Fotografico di Dascanio
La sua prima macchina fotografica è stata una Kodak usa e getta. Con essa ha iniziato a scattare foto per puro divertimento, cercando di imitare la madre. Nonostante non abbia ricevuto una formazione formale, ha affinato il suo talento sul campo, sviluppando uno stile personale e una tecnica accurata. Per Dascanio, ogni scatto è un’opera d’arte che cerca di trasmettere una visione specifica a chi la osserva.
La Mostra a Tolè
La mostra fotografica di Dascanio a Tolè è dedicata alla fauna italiana. Gli scatti sono stati realizzati in vari parchi nazionali, dal nord al sud del Paese. Per lui, la fotografia richiede tempo e dedizione. Ciò che è iniziato come un semplice hobby è diventato un’attività più seria, grazie anche all’apprezzamento del pubblico.
Evoluzione Tecnologica e Rispetto per le Tecniche Tradizionali
Dascanio sottolinea come la tecnologia abbia rivoluzionato la fotografia. Oggi è possibile vedere immediatamente i risultati degli scatti, facilitando il processo creativo. Tuttavia, nutre un profondo rispetto per chi continua a lavorare con tecniche tradizionali, come la fotografia in bianco e nero. Riconosce la loro dedizione e il valore artistico di queste pratiche.
L’Emozione di un Attimo Fuggente
Per Dascanio, ogni scatto perfetto è un “attimo fuggente” che provoca una forte emozione. Questa sensazione lo motiva a continuare a coltivare la sua passione. Incoraggia i giovani a seguire le loro passioni, sottolineando l’importanza di avere un hobby che possa offrire un sollievo dalla vita stressante in città.
Conclusione
Denis Dascanio ha trasformato una passione d’infanzia in una pratica artistica significativa. Le sue opere sono incentrate sulla bellezza della natura e sulla cattura di momenti unici e irripetibili. La sua dedizione e il continuo desiderio di imparare lo spingono a esplorare nuove tecniche, come il ritratto, mettendosi sempre in gioco. La sua storia è un esempio di come passione e impegno possano portare alla creazione di opere che arricchiscono sia l’autore che il pubblico.
Agosto 15, 2026
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Fabio Pellizotti: Disegno, Design e Passione Artistica
Fabio Pellizottiè un talentuoso artista bolognese nato nel 1962. La sua carriera è stata influenzata da una lunga esperienza nel campo del disegno grafico pubblicitario, iniziata nel 1983. Nel corso degli anni, ha accumulato una vasta gamma di competenze nel design di marchi, logotipi, insegne, etichette e packaging per prodotti e aziende. È anche un illustratore e un grafico editoriale di successo, con una carriera che ha spaziato tra diverse case editrici e agenzie pubblicitarie.
Oltre al suo lavoro professionale nel design grafico, Fabio Pellizotti ha sempre coltivato una profonda passione per la pittura e l’arte. A partire dal 2001, ha iniziato a esporre le sue opere artistiche, sia pittoriche che grafiche. Questo dimostra un impegno costante nell’esplorare l’arte come forma di espressione personale e creativa.
La sua influenza nell’ambito artistico va oltre la creazione di opere individuali. Pellizotti ha anche curato cataloghi per gallerie d’arte pubbliche e private, musei statali, il MAXXI di Roma e la Biennale di Venezia, lavorando con Maretti-Manfredi Editore. Questo indica una capacità di comunicare l’arte non solo attraverso la sua produzione personale, ma anche nella promozione e nella documentazione di eventi artistici e mostre importanti.
Fabio Pellizotti non si limita a esprimere la sua passione per l’arte solo tramite la creazione e la promozione. È anche coinvolto nell’insegnamento artistico e nell’animazione di gruppi artistici, come il “Gruppo di Pittura di Marano – Cesarino Chili”. Inoltre, ha fondato il collettivo ART’IDICE insieme ad altri artisti. Questo collettivo organizza mostre d’arte ed eventi culturali presso il Centro culturale “LA SCUOLA” di Marano di Castenaso dal 2021, dimostrando il suo impegno nell’incoraggiare e promuovere l’arte nella comunità.
Fabio Pellizotti ha anche partecipato a diverse mostre collettive, esibendo opere di computer grafica e pittoriche. Questo gli ha dato l’opportunità di condividere la sua visione artistica con un pubblico più ampio e di entrare in contatto con altri artisti.
Infine, la sua partecipazione al progetto di dipingere panchine pubbliche dedicate a eventi e cause significative, come la lotta alla violenza contro le donne e la commemorazione di eventi storici, dimostra il suo impegno sociale attraverso l’arte. La sua opera artistica ha chiaramente una forte radice nella sua comunità e nella sua esperienza personale.
Agosto 15, 2026
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Franco Spinelli L’Arte Autodidatta che Ispira
Franco Spinelli, nato a Bologna il 15 gennaio 1942, è un artista autodidatta che ha saputo trasformare una passione coltivata fin dall’infanzia in una vocazione artistica di rilievo. Nonostante un percorso scolastico orientato verso la ragioneria, Spinelli non ha mai abbandonato il sogno di diventare un artista. La sua formazione è avvenuta al di fuori dei percorsi accademici tradizionali, attraverso lo studio approfondito delle opere e degli scritti di Leonardo da Vinci, che considera il suo unico e vero maestro.
Spinelli è un volontario presso ilCentro Sociale Fiorenzo Malpensa di San Lazzaro di Savena, dove si dedica a condividere la sua arte e la sua passione con gli altri. I suoi corsi di disegno e pittura, specialmente in olio, hanno avuto un grande impatto sui partecipanti, dimostrando la sua abilità non solo come artista ma anche come insegnante. La sua opera si distingue per una profonda conoscenza delle tecniche pittoriche tradizionali, che egli ha saputo reinterpretare con uno stile personale e originale.
Tra le opere di maggior rilievo di Spinelli si annoverano il presepe che ha vinto il primo premio nel concorso del Carlino, e il “teatrino” prospettico, un affascinante gioco di illusioni ottiche che anima gli spazi del centro. Recentemente, Spinelli ha realizzato un progetto ispirato alle fiabe russe, dando vita a una biblioteca nel giardino del centro, costruita sulla base delle leggendarie isbe. Questo progetto, nato da un’idea all’inizio dell’anno e realizzato con la collaborazione di Paolo Santucci, è destinato a diventare il fulcro del futuro “Giardino delle Fiabe”, uno spazio incantato dove l’arte si unisce alla narrazione per creare un’esperienza unica per i visitatori.
L’inaugurazione di quest’opera è prevista per il 22 settembre alle 16:00, un evento che si preannuncia come un momento significativo per il Centro Sociale Fiorenzo Malpensa di San Lazzaro di Savena e per la comunità che potrà godere del talento e della visione di Franco Spinelli. La sua capacità di trasformare le idee in realtà tangibili e coinvolgenti è testimonianza di un’arte che non solo abbellisce, ma che ispira e nutre l’immaginazione di chiunque vi entri in contatto.
Spinelli è un esempio brillante di come la dedizione e la passione possano condurre a grandi risultati, indipendentemente dalle strade intraprese. La sua arte, radicata nella tradizione ma proiettata verso nuove forme espressive, continua a sorprendere e a incantare chi ha la fortuna di incontrarla.
Questo racconto nasce dal desiderio di esplorare le meraviglie dell’immaginazione, intrecciando realtà e fantasia in una danza armoniosa di parole e immagini. “L’isba e… l’elefante” non è solo una fiaba per bambini, ma una riflessione profonda sui rapporti tra uomo, natura e tecnologia. Franco Spinelli, con la sua penna e i suoi pennelli, ci conduce in un viaggio che sfida i confini del conosciuto, spingendoci a guardare oltre, a scoprire l’invisibile, il piccolo e il grande, il magico e il reale.
Le pagine che seguono ci raccontano di un mondo nascosto, un microcosmo dove gnomi e intelligenze artificiali convivono in un equilibrio delicato e precario. Ma questo equilibrio viene messo alla prova da un evento imprevisto, un incontro tra culture diverse, rappresentate dall’isba e dall’elefante. In questo incontro, Spinelli ci invita a riflettere sul potere della curiosità, della scoperta, ma anche sull’importanza del rispetto per le differenze e della saggezza nel gestire ciò che non comprendiamo appieno.
La narrazione è arricchita dalle illustrazioni dello stesso Spinelli, che con tratto delicato e colori vivi dà vita a personaggi e scenari indimenticabili. Le immagini non sono solo un complemento al testo, ma ne amplificano il messaggio, rendendo tangibile ciò che le parole suggeriscono.
Questa storia, pur essendo ambientata in un mondo fantastico, parla direttamente a noi, ai nostri tempi, alle nostre sfide contemporanee. È un invito a sognare, ma anche a riflettere sul futuro che stiamo costruendo, su come le nostre creazioni – siano esse tecnologiche o sociali – influenzeranno il nostro mondo e quello delle generazioni a venire.
Spero che “L’isba e… l’elefante” vi accompagni in un viaggio straordinario, che vi faccia sorridere, pensare e, soprattutto, sognare. Che queste pagine siano un rifugio per la mente e un nutrimento per l’anima, in un tempo in cui abbiamo tutti bisogno di storie che ci ricordino la bellezza e la complessità del mondo che ci circonda.
Buona lettura!
Francesco Indello
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